giovedì 31 marzo 2016

19 febbraio 1993. Arrestati amministratori del comune di Saviano.


Il 19 febbraio 1993, vennero arrestati a Saviano il sindaco Ferdinando Ambrosino, 4 consiglieri comunali, un assessore, il segretario comunale ed un imprenditore. Gli arresti si riferivano ad un lavoro eseguito alla scuola elementare Maria di Piemonte. Era successo, in poche parole, che era stato dato un appalto ad una ditta attraverso licitazione privata. Avevano, poi, tentato, sempre gli amministratori, di sbloccare altre gare d'appalto senza riuscirci. Vennero assolti, non perché erano innocenti, ma perché le indagini non trovarono la prova provata (si vociferò allora che qualcuno delle forze dell'ordine si era venduto). Nessuno confessò, anche se si è sempre detto che l'ex sindaco Ambrosino avrebbe confessato per essere scarcerato.
Ho pubblicato questo post in quanto qualcuno dice che a Saviano SIAMO TUTTI IMMACOLATI.
Di seguito l'interrogazione parlamentare presentata da Manganelli Francesco e l'articolo de La Stampa.


http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_01448_12
http://archivio.lastampa.it/m/articolo?id=c75ab720c545bcd5a2b7af33cba854efeab126cb

mercoledì 30 marzo 2016

CI STANNO ASFALTANDO. E' cominciata la campagna elettorale.


La situazione delle strade cittadine, è sotto gli occhi di tutti. Non possono permettersi di utilizzare tanto asfalto, perché devono pensare ai loro elettori. I sanpietrini, poi, chissà in quale villa sono andati a finire.
Teodoro Aliperti sta facendo asfaltare le viuzze private ed i cortili di Cerreto/Aliperti ed altre frazioni "a lui vicine".
Domenico Manzo, assessore ai lavori pubblici, si sta occupando di parenti ed amici a Tommasoni ed a Piazzolla.
Anche qualche ex amministratore Buglioniano, sta avendo i suoi benefici.
Il problema è che tutti vedono, ma tutti tirano dritto. Scrivono a me in privato, perché non hanno le palle. E poi, vuoi mettere un piccolo favore da strappare in campagna elettorale?
La campagna elettorale è partita. Tutti ne trarranno benefici.
Anche l'opposizione sta facendo la sua parte. Dove c'è da APPROFITTARSI DI QUALCOSA...loro ci sono sempre.
Anche questo è Saviano. 


martedì 29 marzo 2016

VICO MANGIACANI, LE VERITA' NASCOSTE. Ufficio tecnico e politici inaffidabili.


Vico Mangiacani. Uno dei luoghi più antichi di Saviano.
Negli anni passati, in vico Mangiacani vi erano i lavatoi dove veniva lavata la canapa e dove le donne facevano il loro bucato. La strada che adesso congiunge Corso Umberto al Municipio, non esisteva e se esisteva, era un vicoletto stretto. Il sottosuolo era vuoto, come lo è tuttora, tanto che veniva utilizzato un cunicolo che attraversava tutto il vicolo, per sfuggire ai raid dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Veniva percorso dai savianesi in fuga, per mettersi in salvo. 
Le voragini che da qualche anno si stanno aprendo, non sono che la logica conseguenza dell'inaffidabilità del luogo. L'anno scorso, per esempio, sempre nello stesso punto di dove si è aperta la voragine quest'anno, vennero scaricati, a spese dei cittadini,  ben tre autotreni di materiale di risulta che oggi, non si capisce dove sia finito. Con molta probabilità l'acqua piovana che si infiltra sotto la sede stradale, porta via quel materiale agevolata dal fatto che non si sa dove finisca il cunicolo narrato. Al comune dicono che vico Mangiacani è definito, per la toponomastica, II^ traversa Corso Umberto I°. Ho chiesto, allora, perché la strada fosse chiusa da un muro dal lato del comune, visto che si tratta di una strada comunale. Si sono guardati in faccia e nessuno ha dato alcuna spiegazione. Che mi ricordi io, vico Mangiacani è stato sempre chiuso dal lato del comune fin da quando ero piccolo. Io lo attraversavo sempre, non essendoci ancora via Stefano Corsi, per andare sulla stazione a prendere il treno per Pomigliano D'Arco, dove ho frequentato l'istituto magistrale. 
I cittadini dormono sonni tranquilli. Non so fino a quando questa situazione rimarrà cosi. So, però, che la vicenda è molto pericolosa e nessuno si lamenta.
Mi auguro di non dover parlare di una tragedia annunciata, visto che le autorità  SE NE FREGANO.
Anche questo è Saviano.


lunedì 28 marzo 2016

8 Aprile 1994 Nola (NA). Uccisa Maria Grazia Cuomo, innocente vittima di una vendetta contro un collaboratore di giustizia.





I killer volevano uccidere il figlio di un collaboratore di giustizia. Maria Grazia Cuomo aveva 56 anni , non era sposata e stava sempre chiusa in casa per colpa di una brutta voglia violacea sul viso; viveva con la sorella, moglie di un lontano parente del boss camorrista Carmine Alfieri, diventato collaboratore di giustizia.
 "La Repubblica" del 9 Aprile 1994 TERRA BRUCIATA INTORNO AD ALFIERIdi Stella Cervasio NOLA -
Volevano il figlio del boss pentito. Lo avrebbero ucciso, per dimostrare a tutti i pentiti che tradire non paga. Per questo un commando di killer incappucciati e armati di Kalashnikov sono entrati in un casolare di campagna di Saviano, il paese che confina con quello del capoclan camorrista Carmine Alfieri. Cercavano suo figlio Antonio di 26 anni. Non l' hanno trovato, e hanno scaricato i mitra nella stanza da letto, uccidendo Maria Grazia Cuomo, 56 anni, cognata di Francesco Alfieri, lontano parente del boss. Doveva essere una punizione esemplare. Una lezione che non si dimentica, diretta a chi in questi ultimi mesi sta smontando pezzo per pezzo il sistema camorra, facendo arrestare decine di affiliati ai clan. Prima Pasquale Galasso, luogotenente di Alfieri, poi il padrino, proprio lui. Con le loro confessioni ai giudici dell' Antimafia hanno ricostruito un decennio di dominio della criminalità organizzata: omicidi, collusioni, legami pericolosi con politica, imprenditoria, magistratura. Tanti altri pentiti hanno seguito il loro esempio. Ma quel che resta della camorra non ci sta. Uccidere Alfieri junior doveva servire a far tacere suo padre. Un progetto pensato a lungo dagli "orfani" dei clan, traditi dai loro referenti. Fino a quando è arrivata una "soffiata" sicura, che ha spinto il commando a entrare in azione. Ma ha sbagliato tutto, il gruppo di fuoco di Nola: i tempi, la strategia. Antonio non c' era, non poteva esserci. Da mesi, come gli altri congiunti del padrino arrestato nel ' 92, è nelle mani del Servizio centrale di protezione, la struttura del ministero che si occupa dei parenti dei collaboratori di giustizia. I nemici del padre si sono fidati di voci insistenti che dicono che Antonio Alfieri è un ribelle, uno che ama vantarsi in giro, assicura che non ha bisogno di essere protetto. Spesso il giovane avrebbe dato filo da torcere ai servizi speciali di polizia che seguono le sue sorti. Antonio sarebbe addirittura sparito dal luogo segreto dove è ospitato, per andare a trovare gli amici. E tra questi, Saverio, Luigi e Carmela Alfieri, tre ragazzi con i quali era cresciuto, che si chiamano Alfieri come lui. C' è chi sostiene che Antonio sia rimasto per qualche tempo presso gli Alfieri. Operaio in una fabbrica, Francesco Alfieri, omonimo di un cugino del boss che ospitava nella sua villa potenti politici democristiani, aveva aperto al ragazzo in cerca di un rifugio le porte del casolare dove viveva con la moglie Giuseppina Cuomo, di 50 anni, la sorella di lei Maria Grazia, che non si era sposata e stava sempre chiusa in casa per colpa di una brutta voglia violacea sul viso, e i tre figli di 26, 27 e 21 anni. Ed è proprio in quel casolare che l' altra sera, alle undici e mezza, hanno fatto irruzione i killer. Hanno lasciato la macchina lontano, si sono mossi a piedi nelle viuzze di campagna che portano alla palazzina. Un edificio a poche centinaia di metri dalla villetta di un italo-americano (proprio ieri dissequestrata dai giudici) in cui i carabinieri trovarono, nascosto in una botola, il boss Alfieri. La porta era aperta, è bastato darle un calcio. Un cenno minaccioso alla figlia del tappezziere che guardava la televisione in cucina e i sicari, imbracciando i fucili, sono entrati in camera da letto, gridando: "Dov' è Antonio?". Nessuna risposta, dalla famiglia agghiacciata dal terrore. Allora hanno fatto fuoco, colpendo a morte la zia, ancora avvolta tra le lenzuola. L' hanno scampata per miracolo gli altri nipoti, Saverio, che era appena rientrato e si stava spogliando nel bagno, e Luigi, che già dormiva nel letto accanto. Poi il commando si è diviso, ha girato ancora per la casa, sperando sempre di trovare il suo vero obiettivo. Ma del ragazzo nessuna traccia. Nell' altra camera c' era invece Francesco Alfieri con la moglie. I killer l' hanno gambizzato. Resterà venti giorni in ospedale: è stato il primo ad essere ascoltato dai pm della Direzione nazionale antimafia Franco Roberti e Paolo Mancuso, che con i carabinieri hanno interrogato per tutta la notte i familiari della vittima. Le prime ipotesi parlano di un gruppo di superlatitanti prima legati ad Alfieri che non hanno gradito il suo pentimento e hanno un piano: seminare il terrore tra chi può fornire appoggi ai parenti del padrino. Un gruppo di fuoco che avrebbe fatto fronte comune con alcuni ex nemici del boss, formando una nuova, temibile cosca. "Sono ancora potenti - dice don Riboldi, l' arcivescovo di Acerra, che qualche tempo fa annunciò la resa di centinaia di camorristi desiderosi di dissociarsi - come denaro, come persone, per la loro capacità di aggregare. In questo momento direi che sono paurosi e stanchi, vorrebbero smetterla, ma sono ancora potenti".

mercoledì 23 marzo 2016

A SERA RO STRUSCIO...


La visita ai sepolcri del giovedì santo, diventava, nei tempi che furono, occasione dei giovani per potersi incontrare. Lo struscio, cominciava nel pomeriggio e si protraeva fino alla sera verso le 20:00, ora in cui le ragazze "avevano la ritirata". Si indossavano abiti nuovi, comprati per l'occasione. La vecchia concezione del fidanzamento da parte dei genitori, limitava alle donne le più elementari frequentazioni maschili. Le ragazze, quindi, approfittavano del giovedì santo, per farsi ammirare dai corteggiatori. Per i maschietti, invece, era la tradizione di "o piomb" (il piombo, fermare una ragazza e dichiararsi). Tanti matrimoni sono nati la sera del giovedì santo. Tanti amori sono sbocciati e finiti.
A Saviano, ricordo, le vie erano affollatissime. Il centro storico era un brulicare di "piombi" con ragazze che, o ti mandavano a quel paese, oppure cedevano al fascino del "piombista".
Ora tutto è cambiato. Le occasioni per incontrarsi sono tante. il "piombo" è superato. Le ragazze ed i ragazzi vanno in vacanza insieme. Fanno tutto insieme.
Però...era più bello allora.

TUTTI PRESENTI STAMATTINA...


Stamattina si è ripetuto il rito della nomina degli scrutatori. Nulla è cambiato. I buffoni erano tutti li a perorare la causa dei loro elettori, parenti, amici, amanti, compari e comparielli...sempre gli stessi.
C'erano proprio tutti, nel caso in cui qualche loro protetto sfuggisse alla nomina.
Non hanno tenuto conto delle richieste dei cittadini per il sorteggio, ma si sono accaparrati tutti i posti disponibili.
Un'equa ripartizione dei posti, tra maggioranza ed opposizione.
Chi non ha santi in paradiso, non farà mai lo scrutatore.
Ed io dovrei votare questi buffoni?
Saviano merita di più.
Anche questo è Saviano.

I BENI DEL COMUNE O I BENI DI POCHI? MISTERO...


Giardino ex orfanotrofio Allocca, in mano a privati.
Terreni in località Casino Marotta, tanti ettari, in mano a privati. Ci hanno costruito sopra una villa con piscina e Sommese gli ha concesso anche la sanatoria, ben sapendo che non poteva farlo. C'è anche un parcheggio per camion.
Terreni in via San Felice, in mano a privati deceduti.
Immobile in un portone in Piazza A. Ciccone, non si sa chi lo detenga.
Terreni in via Crocifisso, abbandonati anche se qualcuno ne rivendica la proprietà.
Nessuno paga gli affitti e se qualcuno paga, la cifra che versa è veramente irrisoria.
Ora io mi chiedo: mettiamo il caso che un cittadino riesca a farsi dare in affitto i terreni del Casino Marotta, la villa e la piscina costruite dovranno essere abbattute o passeranno in mano al nuovo affittuario?
Ma possibile che a Saviano non ci sia qualcosa di lecito? Per anni hanno permesso il malcostume, le ruberie, gli affari illeciti. Possibile che non siano complici?
Anche questo è Saviano.