domenica 8 febbraio 2015

PROCURA DI NOLA, QUESTA SCONOSCIUTA

Non sono il solo a dire che la Procura di Nola va chiusa. Assenteismo totale. Le denunce, purtroppo, anche se le mandi a Napoli, vengono dirottate a Nola per competenza territoriale.

FONTE: www.ilmediano.it


Caso Agrimonda, Il M5S di Mariglianella sfiducia la procura di Nola: vent'anni di silenzi

Categoria: Politica
08/02/2015
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L'architetto Esposito (a sinistra) con Di Maio (a destra)
Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, stamane si è recato davanti al deposito di veleni, incendiato nel 1995. I grillini: "Abbiamo chiesto il trasferimento a Napoli dell'indagine". Polemica anche sui fondi dirottati all'Expo.

"La procura di Nola si è dimostrata inutile, ha praticamente omesso la nostra denuncia insieme al grido di aiuto di un'intera popolazione: abbiamo chiesto e depositato il trasferimento dell'indagine al tribunale di Napoli". 

Parole pesanti, pesantissime quelle del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, e dell'esponente locale del Movimento Cinque Stelle, l'architetto Leopoldo Esposito, che due anni fa aveva sporto denuncia presso la procura nolana, Stamattina Di Maio ed Esposito hanno annunciato l'avocazione giudiziaria del caso Agrimonda, uno dei bubboni della Terra dei Fuochi. A loro come a tanti ecologisti della zona non è piaciuto affatto il comportamento assunto dalla procura giurisdizionale, che finora non ha preso decisioni significative su quelle tonnellate di fitofarmaci e di pestidici per l'agricoltura arse da un disastroso incendio tossico. Quattromila metri cubi di veleni che sono ancora lì, vent'anni dopo le fiamme che provocarono un disastro mai riconosciuto dalla giustizia. 

Due decenni d' inerzia e d'incapacità delle istituzioni, che non sono riuscite a mettere in campo nessuna bonifica. Ne era stata annunciata una nel 2012. Tre anni fa lo stanziamento dei milioni necessari a rimuovere le schifezze che continuano imperterrite a interagire con aria, acqua e suolo e che sono ancora ammassate sotto un telone sforacchiato. La bonifica era stata annunciata dal sindaco di Mariglianella, paesino del Nolano stretto nell'alveare di case e palazzi che scorrono senza soluzione di continuità lungo il tracciato della vecchia nazionale delle Puglie. Ma non se n'è fatto più niente. Una storia infinita. L'incendio del deposito dell'Agrimonda, azienda di commercializzazione dei prodotti chimici destinati alle coltivazioni, scoppiò il 18 luglio del 1995. 

"Da allora lo Stato non si è praticamente mosso", hanno denunciato stamattina davanti alle telecamere della testata giornalista regionale di Rai 3 Campania gli attivisti e i semplici cittadini accorsi sul posto per l'ennesima volta insieme a Di Maio, ad Esposito e a Salvio Micillo, deputato cinquestelle. La scena che offre oggi l'Agrimonda è di quelle disarmanti. Un telone nero tutto fatiscente tenta inutilmente di coprire quel che resta del deposito chimico incendiato. Tutt'intorno case e palazzi. Sullo sfondo la campagna. Secondo il Movimento Cinque Stelle le poche indagini avviate dall'Arpac hanno dato risultati fasulli o quantomeno inattendibili. 

"La gente qui continua a morire di cancro", racconta l'architetto Esposito. Inutile a questo punto pensare alla solita storia del nesso di causa effetto, il rapporto tra la presenza dei veleni e l'aumento inesorabile dei tumori: è l'alibi dietro cui si è sempre trincerato chi non ha voluto agire nell'interesse della collettività. Finora qui, in questo territorio dell'hinterland a est di Napoli, l'unica verità è spuntata da una recente sentenza della Corte d'Appello del tribunale di Napoli, che ha riconosciuto il disastro ambientale nei territori in cui hanno sversato illegalmente i rifiuti tossici alcuni imprenditori della vicina Acerra, imprenditori dello smaltimento degli scarti pericolosi, che hanno agito con la complicità consapevole di una serie di industrie del Nord. Ma dopo di ciò non c'è stato più nulla sul fronte della magistratura. 

"Ecco perché - conclude Esposito - abbiamo chiesto l'avocazione dell'indagine alla Corte di Appello di Napoli". C'è però un'altra situazione che non sta andando proprio giù agli esponenti del Movimento Cinque Stelle e a vari rappresentati di comitati e associazioni della Terra dei Fuochi. Si tratta del dirottamento dei fondi governativi in un primo momento destinati ai territori campani vittime dell'interramento dei rifiuti tossici. Danaro che starebbe per essere dirottato all'Expo di Milano. A questo proposito Di Maio avverte: "Il provvedimento non deve passare: trasformeremo il Parlamento in un Vietnam". 



Autore: Pino Neri

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